COMPRENDERE LA FORMA D’ARTE
Cos'è la danza Kecak? Il Canto delle Scimmie di Bali spiegato
Niente gamelan, niente tamburi, niente archi — il Kecak è l'unica grande danza di Bali costruita interamente sulla voce umana. Ecco come funziona davvero il "canto delle scimmie".
Vedi i biglietti per il Kecak a Uluwatu su GetYourGuide ↗Un coro, non un'orchestra
Quasi ogni danza balinese si esibisce al ritmo di un’orchestra gamelan di gong, metallofoni e tamburi. Il Kecak fa eccezione: l’intera colonna sonora nasce da decine di uomini a torso nudo seduti in cerchi concentrici, che intonano la sillaba intrecciata “cak” in strati ritmici sovrapposti. Sul palco non c’è alcuno strumento: il coro produce percussioni, melodia e atmosfera solo con voce, mani e corpo. È per questo che il Kecak appare così diverso da un tradizionale dramma danzato balinese, e perché è soprannominato il “canto delle scimmie”: quel “cak-cak-cak” chiacchierino e stratificato fu paragonato a un branco di scimmie dai primi osservatori occidentali.
Nato da un antico rituale trance
Il Kecak non è una danza di tempio antica di per sé: è stato plasmato negli anni Trenta del Novecento a partire dal sanghyang, un rituale trance balinese molto più antico in cui si credeva che gli esecutori intonando canti invocassero spiriti nei danzatori per proteggere il villaggio o scongiurare le malattie. Al danzatore balinese Wayan Limbak è attribuito il merito di aver adattato l'ipnotico canto "cak" del sanghyang in uno spettacolo scenico, lavorando al fianco del pittore tedesco Walter Spies, che all'epoca viveva a Bali e contribuì a renderlo comprensibile al pubblico esterno. Il risultato mantenne il potere trance-rituale del canto, ma vi aggiunse una narrazione.
Perché il Ramayana fu innestato su
Piuttosto che inventare una nuova storia, i creatori di questa danza hanno adattato il canto a scene del Ramayana, l'epopea indù già familiare in tutta Bali attraverso intagli nei templi, teatro delle ombre e forme di danza più antiche. Il coro svolge una doppia funzione per tutto lo spettacolo: a volte è semplicemente un muro di suono ritmico, altre volte gli anelli di uomini che cantano diventano fisicamente la storia — alzando le braccia per formare una foresta, chiudendosi in ranghi per suggerire una linea di battaglia, o ondeggiando come il mare che Hanuman salta. È insieme canto, coro e scenografia vivente.
Come viene costruito il canto
Il pattern "cak" non è un grido casuale: è costruito da cellule ritmiche intrecciate, con diverse sezioni del coro che intonano pattern leggermente sfalsati che si incastrano in una texture densa e ipnotica, non dissimile dai pattern di gong intrecciati del gamelan, ma prodotto interamente dalla voce. Un vocalist principale o narratore (il dalang) canta i passaggi che portano avanti la trama del Ramayana e le voci dei personaggi, mentre il coro seduto fornisce il motore ritmico di sottofondo. Osservare come i pattern si costruiscono, si interrompono e rientrano è, per molti spettatori alla prima esperienza, più ipnotizzante della storia stessa.
Dai palchi dei villaggi a Uluwatu
Il Kecak è nato sui palcoscenici dei villaggi e ancora oggi se ne rappresentano diverse versioni in vari punti di Bali. Lo spettacolo di Uluwatu è tra le ambientazioni più celebri dell'isola, soprattutto per il luogo in cui si svolge: la rappresentazione va in scena in un anfiteatro all'aperto costruito appositamente sul ciglio del Pura Luhur Uluwatu, un tempio marino arroccato sulla scogliera, con gli spettacoli programmati per chiudersi mentre il sole tramonta sull'Oceano Indiano dietro il palco. Il canto e l'ambientazione non erano originariamente legati — è proprio l'abbinamento a rendere famosa questa versione.